PETIZIONE PER IL TESTAMENTO BIOLOGICO
HTTP://WWW.TESTAMENTOBIOLOGICO.ILCANNOCCHIALE.IT
Collegatevi con il sito sopra scritto e sottoscrivete!
Invito tutti i volontari e volontarie delle associazioni che
hanno condiviso con me l'importanza della libertà e della
piena volontarietà dell'azione umana, che comprende il
diritto a morire con dignità, a sottoscrivere l'appello
per il testamento biologico promosso dal senatore Ignazio
Marino.
E' in atto una battaglia importante per i principi della
laicità e della moralità dell'atto umano in quanto tale,
cioè libero. Alessio Coppola, Presidente LUVIS
LUVIS - Libera Università del Volontariato e dell'Impresa
Sociale. Associazione di Promozione Sociale, non lucr.,Iscr.
Albo Regionale Lazio N. D4362 30/11/08. Sede legale e
operativa (incontri, corsi e consulenze): P.zza Vittorio
Em.II, 31, p. 2°. Tel. Segreteria recapiti 06.490821. Sito
www.luvis.eu
Appello per il diritto alla libertà di cura
Rispettiamo l'Articolo 32 della Costituzione
Il Parlamento, con molti anni di ritardo e sull'onda emotiva legata alla drammatica vicenda di Eluana Englaro, si prepara a discutere e votare una legge sul testamento biologico.
Dopo quasi 15 anni di discussioni, chiediamo che il Parlamento approvi questo importantissimo provvedimento che riguarda la vita di ciascun cittadino. Il Parlamento, dove siedono i rappresentanti del popolo, deve infatti tenere conto dell'orientamento generale degli italiani.
Rivendichiamo l'indipendenza dei cittadini nella scelta delle terapie, come scritto nella Costituzione.
Rivendichiamo tale diritto per tutte le persone, per coloro che possono parlare e decidere, e anche per chi ha perso l'integrità intellettiva e non può più comunicare, ma ha lasciato precise indicazioni sulle proprie volontà.
Chiediamo che la legge sul testamento biologico rispetti il diritto di ogni persona a poter scegliere.
Chiediamo una legge che dia a chi lo vuole, e solo a chi lo vuole, la possibilità di indicare, quando si è pienamente consapevoli e informati, le terapie alle quali si vuole essere sottoposti, così come quelle che si intendono rifiutare, se un giorno si perderà la coscienza e con essa la possibilità di esprimersi.
Chiediamo una legge che anche nel nostro Paese dia le giuste regole in questa materia, ma rifiutiamo che una qualunque terapia o trattamento medico siano imposti dallo Stato contro la volontà espressa del cittadino.
Vogliamo una legge che confermi il diritto alla salute ma non il dovere alle terapie.
Vogliamo una legge di libertà, che confermi ciò che è indicato nella Costituzione.
Primi Firmatari
Ignazio Marino, chirurgo e senatore
Giuliano Amato, ex Presidente del Consiglio
Corrado Augias, scrittore
Bianca Berlinguer, giornalista
Alessandro Cecchi Paone, conduttore televisivo
Maurizio Costanzo, giornalista
Guglielmo Epifani, Segretario Generale CGIL
Paolo Franchi, giornalista
Silvio Garattini, scienziato, farmacologo
Massimo Giannini, giornalista
Franzo Grande Stevens, avvocato
Marcello Lippi, Commissario tecnico della Nazionale italiana
Luciana Littizzetto, attrice e cabarettista
Alessandra Kustermann, medico, ginecologa
Miriam Mafai, giornalista e scrittrice
Vito Mancuso, teologo
Erminia Manfredi, regista
Simona Marchini, attrice e autrice
Rita Levi Montalcini, premio Nobel
Giuseppe Remuzzi, scienziato, immunologo
Stefano Rodotà, giurista
Eugenio Scalfari, fondatore del quotidiano La Repubblica
Umberto Veronesi, oncologo
Mina Welby, delegato municipale ai diritti civili
Christian Brogi, mediattivista
Sui temi cosiddetti etici la politica parla e non decide. Il caso Welby e quello di Eluana Englaro ci inchiodano alle nostre responsabilità di legislatori che, fino ad oggi, siamo stati abilissimi a sfuggire.Io credo che una politica che non ha il coraggio di compiere scelte anche difficili e rimanda alla coscienza dei singoli non è degna di questo nome.Sento molto forte questa responsabilità e ho le mie idee al riguardo. Ma per fare la scelta giusta ho bisogno di confrontarmi con voi, di conoscere il vostro parere per poter meglio decidere. Personalmente, concordo con tutti quei medici e con quelle legislazioni nazionali, come quella vigente in Germania, secondo cui l’alimentazione effettuata con il sondino nei confronti di una persona che non ha più coscienza sia terapia e non alimentazione. E che diventi accanimento terapeutico quando per quella persona non vi è più speranza di guarigione. E’ da tempo che interrogo la mia coscienza su questo tema e la risposta è sempre la stessa.Quella cui è stata costretta Eluana in questi 16 anni è soltanto un’apparenza di vita ma non è vita vera. Perché manca di quella speranza e di quella dignità senza le quali la parola vita finisce con l’essere un concetto vuoto. Nell’accanimento con il quale si protrae questa finzione di vita mi pare manchi per prima l’umana pietà che si deve ad una vita che, realmente intesa come tale, non c’è più. Ed è per questo che ho sempre pensato che quanto chiede Beppino Englaro sia l’unico atto d’amore vero tributato da chi, a quella vita, quando ancora c’era, ha voluto veramente bene. Non c’è traccia alcuna di “pietas” nella vicenda di Eluana, non vi è traccia alcuna di quel rispetto per la vita umana cui molti si nascondono dietro per non decidere. Qualche giorno fa ho sottoscritto l’appello del professor Marini per il diritto alla libertà di cura. Per una legge sul testamento biologico che garantisca il diritto alla salute ma non il dovere alle terapie. Una legge di libertà, come indica la nostra Costituzione. Chiunque può sottoscrivere l’appello, è sufficiente andare sul sito www.testamentobiologico.it.
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