Trattamento Sanitario Obbligatorio: lettera dell'attivista Mauro
Zavalloni alla Corte europea dei diritti umani
del Gruppo EveryOne
Roma, 7 marzo 2009. Il Gruppo EveryOne sostiene l'azione coraggiosa
dell'attivista Mauro Zavalloni, uno dei numerosi casi in cui viene
imposto il Trattamento Obbligatorio Farmacologico a persone pacifiche
ed equilibrate, colpevoli di non uniformarsi al pensiero medio o di
condurre comportamenti ritenuti "eccentrici" . E' uno scandalo, perché
gli psichiatri che prescrivono tale terapia coatta, di fronte a
richieste di spiegazioni affermano che la terapia prescritta è
necessaria, considerata la patologia psichica di cui soffre il
paziente. Di fatto, si tratta di una delle più gravi violazioni dei
diritti dell'uomo, che non è più perpetrata solo nelle carceri, nelle
comunità e nei luoghi di cura, ma nei confronti di cittadini che
conducono esistenze normali, cittadini che improvvisamente cadono in
questa ragnatela di violazioni legalizzate. A volte attivisti e
associazioni umanitarie ci chiedono come si possano difendere le
vittime del TSO. E' difficile. Innanzitutto bisogna seguire una
direttiva morale e civile ben precisa: non importa quello che
affermano gli psichiatri, perché un cittadino che sia in grado di
dimostrare di non essere pericoloso per la società, dovrebbe poter
scegliere se sottoporsi a terapia farmacologica oppure no. In alcuni
casi, il cittadino potrebbe preferire cure naturali o attività fisica,
rispetto all'assunzione di droghe tossiche e piene di gravi effetti
collaterali. Mauro Zavalloni è un uomo pacifico e chiede di essere
liberato dal tormento del TSO. Contemporaneamente, desidera impegnarsi
in una campagna contro questa forma prepotente di psichiatra, perché
un giorno sia considerata un abuso contro l'umanità. Il Gruppo
EveryOne raccoglierà tutti i rapporti che Mauro scriverà riguardo alla
vicenda che lo riguarda, li pubblicherà in un diario pubblico (su
www.everyonegroup. com
) e ne farà un libro. Contemporaneamente, sosterrà in ogni sede le sue
istanze di libertà e giustizia. Qui di seguito, la lettera di Mauro
Zavalloni alla Corte europea dei diritti umani.
Alla Corte europea dei diritti umani presso il Consiglio d'Europa B.P.
431 R6 STRASBURGO-Cedex- Francia
Lettera di denuncia di violazione Convenzione europea diritti umani
art.5, da parte del Servizio Sanitario Nazionale e del Governo Italiano
Il sottoscritto ZAVALLONI MAURO, nato a Pescara il 26.07.1961
residente a Conselice, rappresentato
dall'Avv. Claudia Lusa con Studio in Conselice (RA) p.za Gramsci n.3
lamenta la violazione dell'art. 5 Convenzione europea diritti umani
(diritto alla libertà e alla sicurezza).
Lo stesso rileva di essere ritenuto dai medici del Servizio Sanitario
Nazionale affetto da una patologia tale da indurlo ad essere seguito
dal Dipartimento Salute Mentale del Servizio Sanitario Regionale
competente con trattamento farmacologico obbligatorio. Detta patologia
è stata causata dal fatto che a partire dal 1991 per circa dieci anni
ha svolto attività di sostegno a persone che presentano disabilità e/o
difficoltà psicofisiche. L'insegnamento di sostegno a portatori di
handicap se non si svolge in un laboratorio di psicomotricità limita
fisicamente e mentalmente la possibilità di esprimersi . Il peso
mentale del lavoro di sostegno con bambini portatori di handicap ha
indotto il sottoscritto ad essere ricoverato presso l'Ospedale
Malpigli di Bologna nel giugno 2005 ove, in violazione dell'art. 5
della Convenzione citata è stato rinchiuso a chiave in un ambulatorio
nella mattinata e gli è stato impedito di consultare medici psichiatri
di sua fiducia e/o di fare ricorso al TSO imposto, ed è stato
ricoverato per 32 giorni contro la sua volontà.
Tale reclusione è stata motivata da una lettera, intercettata dagli
psichiatri del SSN di Bologna in violazione dell'art.8 e 9 Convenzione
europea diritti umani, ed attribuita, senza prova alcuna, al
sottoscritto.
Dopo il ricovero i Medici che hanno seguito il sottoscritto, gli hanno
intimato di non separarsi dalla moglie, in caso contrario sarebbe
stato di nuovo ricoverato in Ospedale.
Attualmente il sottoscritto Zavalloni Mauro è sottoposto a trattamento
sanitario obbligatorio farmacologico (TSF) presso il Centro Salute
Mentale di Lugo, nonostante non abbia avuto più ricoveri per disagio
psichico dal giugno 2005 e svolga la professione di insegnante di
educazione fisica in classi normali, senza aver fatto assenze da tale
periodo. Tuttavia il sottoscritto segnala che nel periodo 2007,
avendo manifestato l'intenzione di farsi assistere da un medico
psichiatra privato di fiducia, è stato sottoposto ad una terapia più
pesante con la somministrazione ogni 20 giorni anziché 30, di mg 50 di
Serenase, impedendo che lo stesso fosse seguito dallo psichiatra, che
aveva manifestato l'intenzione di diminuire la terapia fino a
cessarla .
Pertanto chiede che gli venga riconosciuto il diritto di scegliere
la sospensione della cura medica e di poterla sostituire con
l'attività e l'alimentazione adeguate e adeguatamente prescritte.
La neurologia e la psichiatria riconoscono ormai in maniera
indiscutibile il valore dell'attività fisica nella cura di pazienti
con problemi di salute mentale.
Con la presente lettera si intende mettere a conoscenza Codesta Corte
di un trattamento lesivo dei diritti umani fondamentali da parte del
Servizio Sanitario-Salute Mentale Italiano.
Conselice, lì 06 febbraio 2009
Zavalloni Mauro
everyonegroup
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