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Loren Mosher



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Il dott.

Loren Mosher

inventò negli anni ’70 in California una comunità per giovani psicotici che veniva gestita liberamente, con le porte aperte e senza contenzioni. Il modello si estese successivamente alla città di Washington D.C. e quindi sbarcò in Europa. Una simile comunità venne realizzata a Berna e quindi vennero aperti dei reparti con elementi di “Soteria” in diversi ospedali psichiatrici tedeschi e austriaci. Nel frattempo Franco Basaglia a Gorizia iniziava a sciogliere le contenzioni estendendo lo stesso concetto a tutto quell’ospedale psichiatrico. Quel modello, detto di “no restraint” (“keine Fixierungen”) fu esteso in Italia a diversi ospedali psichiatrici di Italia e portò alla riforma psichiatrica italiana, con la legge 180-833 del 13 maggio 2008, di cui nel prossimo maggio 2008 ricorre il trentesimo anniversario. Nell’applicazione pratica della legge 180-833 tuttavia non tutta la psichiatria del Paese rispettò la regola fondamentale di non legare mai i pazienti ai loro letti. La ricerca progress acuti nel 2004 dimostrò infatti che nei 321 reparti psichiatrici ospedalieri di tutto il Paese nell’85% dei casi sopravvive la pratica della “contenzione”. Ciò significa tuttavia che nel 15 dei reparti psichiatrici negli ospedali non si lega mai. E il fatto che ciò si faccia significa che è possibile, se lo si vuole. In quindici SPDeC del Paese non solo non si legano mai i pazienti ai loro letti, ma anche si opera con la porta aperta. Uno di questi è il Servizio Psichiatrico ospedaliero di Merano. La porta aperta non significa in nessun caso abbandonare i pazienti tuttavia. Ed è questo che il pubblico di esperti fu invitato a verificare di persona il primo giorno del convegno.
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