Michele Puglia "Colpevole di essere se stesso"
Video Intervista
Questo è solo un piccolissimo assaggio del crudo racconto di un individuo la cui unica colpa è stata avere uno spirito ribelle e creativo, incompreso e represso dalla stessa famiglia, che ha trovato nella psichiatria il modo più semplice per controllarlo e reprimere i suoi istinti creativi considerati "futili".
in breve:
Michele Puglia era un ragazzo ribelle, pieno di talento, autodidatta era già bravissimo nel disegnare e dipingere fin da piccolo, ma il padre aveva in mente per lui tutt'altro.A 18 anni cominciò a bere anche se sporadicamente, a 21 un uomo tentò di violentarlo e lui spaventato si recò dalla polizia che non gli credette e gli consigliò di andare in manicomio.Michele, che non sapeva dove andare visto che i rapporti con il padre erano pessimi vi si recò volontariamente; ecco la sua prima volta. Da allora ogni scusa fu buona per rimandarvelo, ad esempio il padre gli ordinò un TSO quando gli presentò una ragazza che non riteneva "adatta" al suo figliolettoTuttavia riuscì ad iscriversi all'accademia e perfezionò il suo stile, ma non volendo adattarsi alla vita che il padre gli aveva preconfezionato, e volendo diventare un pittore di professione, il padre cercò in tutti i modi possibili (e la psichiatria è uno di questi modi) di internarlo.fortunatamente Michele dice di non aver mai subito elettroshock, ma era così spaventato quando vide un utente che lo aveva appena subito diventare verde in volto (a causa delle scariche elettriche appunto), che pur di non essere sottoposto a quella tortura dovette sottostare ad un regime di psicofarmaci che dopo 40 anni gli viene ancora imposto.
perfino qualche settimana fà gli hanno fatto un altro TSO, infatti ci avevamo parlato prima di questo trattamento ed era molto più attivo e lucido di ora.
Adesso che il padre e la madre sono morti, la sorella si occupa di lui dandogli 7 euro al giorno, una paga da bambino, insufficiente a comprarsi i colori e le tele per esprimersi in quell'unico meraviglioso modo che è l'arte.per risparmiare disegna su ritagli di carta da pacchi di quella appunto economica.E' costretto in regime di A.S.O.(accertamento sanitario obbligatorio) a prendere dei farmaci, con i quali non gli è possibile lavorare, ed in più gli hanno abbassato la pensione a 500 euro al mese, costretto ad una vita di sacrifici ed all'impossibilità di cambiarla.
Michele Puglia è un bravo pittore, ma anche un filosofo, con dei concetti propri molto profondi, colto ed educato.
Nonostante tutta una vita passata a scappare da un manicomio all'altro è riuscito nel suo intento:
non è stato mai domato abbastanza, perchè è uno spirito libero, che non si lascia imprigionare neppure dalla chimica e dalla contenzione, ma che purtroppo è distrutto e squalificato dall'etichetta della psichiatria.
Presto online l'intervista integrale.
C.Brogi.
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