Massimo Golfieri, fotografo e artista visivo, spesso realizza lavori utilizzando la fotopittura, ma l’area di ricerca si estende ad altri aspetti della fotografia e della grafica applicata alla comunicazione.Vive e lavora a Imola
Massimo Golfieri, in Critica al giudizio psichiatrico (G.Antonucci,1993, Sensibili alle foglie) presenta le sue fotografie dell’Osservanza: “Tutti gli spazi qui rappresentati (esterni e interni) sono delimitati e rinchiusi all’interno di un muro e di un portone messi lì a segnare un confine anacronistico che riesce ancora a rinchiudere, discriminare e neutralizzare tante forme di esistenza umana…. Malgrado i reparti fossero abitati in nessuna di queste immagini compare la figura umana e nelle pochissime in cui compare ha solo un ruolo secondario.
Nelle foto fatte nel mondo esterno ho ripreso le persone: sono le immagini dei latitanti, tutti potenziali ospiti di quelle mura, tutti braccati, alcuni già forse individuati, altri insospettabili un cui gesto di libertà o di creatività può essere interpretato da qualche zelante psichiatra come malattia…”
Foto dei manicomi di Imola, anni ‘80-’90
di MASSIMO GOLFIERI