Qualcuno Volò sul nido del cuculo con 1975



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Vorrei introdurre questo film con una premessa; ad oggi la psichiatria che non ha mai chiuso i manicomi( come vorrebbero farci credere) ma li ha solo decentralizzati rimpiccioliti e moltiplicati di numero non è cambiata di una sola virgola.
difatti è ancora legale l'elettroshock (anzi con l'aggravante della pericolosa anestesia)

è ancora lecito usare sostanze nocive ed inutili (se non per sedare e stordire il povero malcapitato)

è ancora LEGALE la LOBOTOMIA (chiamata oggi leucotomia temporale anteriore).

in Italia, come ulteriore peggioramento si può costringere con la forza a prendere farmaci dannosi(questo è comprovato scientificamente) e subire elettroshock anche a persone che non sono "pericolose"....

Mentre pericolosa ed aberrante è la psichiatria.

Puro strumento di controllo sociale cui non interessa nè è in grado di prendersi cura delle persone sofferenti.
C.Brogi


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Uscito nel 1975, il film gratis che vi presentiamo oggiè tratto dal romanzo omonimo di Ken Kesey, pubblicato nel 1962 e tradotto in italiano nel 1976 con i caratteri di Rizzoli Editore, Milano. L'autore scrisse il libro in seguito ad una forte esperienza all'interno del Veterans Administration Hospital di Palo Alto in California, dove aveva lavorato come operatore. Il film riesce a trasmettere in maniera efficace la denuncia verso la presenza di strutture ospedaliere legalizzate nell'esercizio di metodi di cura disumani nei confronti dei pazienti, verso cui vige un sentimento razzista alimentato dalla paura dell'aggressività dell'alienato mentale.
La psichiatria è un ambito argomentativo che ha influenzato spesso la storia del cinema (basti ricordare Francis, La seconda ombra, Hans, Cade il cielo, La partita infinita). La tecnica cinematografica, infatti, avvalendosi delle immagini riesce bene a rappresentare direttamente molteplici aspetti della psiche umana. continua su Wikipedia. Guarda il film:


Qualcuno volò sul nido del cuculo è un film di Miloš Forman, che ha segnato la storia del cinema nella trattazione innovativa di un argomento molto delicato come il disagio relativo agli ospedali psichiatrici.

Uscito nel 1975, il film è tratto dal romanzo omonimo di Ken Kesey, pubblicato nel 1962 e tradotto in italiano nel 1976 da Rizzoli Editore. L'autore scrisse il libro in seguito alla propria esperienza da volontario all'interno del «Veterans Administration Hospital» di Palo Alto, in California.

Il film denuncia in maniera drammatica il trattamento inumano cui sono sottoposti i pazienti ospitati nelle strutture ospedaliere statali, verso cui vige un atteggiamento discriminatorio alimentato dalla paura dell'aggressività dell'alienato mentale.

La psichiatria è un tema che ha influenzato spesso la storia del cinema (basti ricordare Frances, La seconda ombra, Hans, Cade il cielo, La partita infinita). La tecnica cinematografica, fatta solo di immagini, riesce bene a rappresentare direttamente molteplici aspetti della psiche umana.

La domanda di fondo che il film suscita riguarda l'esistenza di una base certa che funga da parametro nello stabilire la linea di demarcazione che separa il mondo della normalità da quello della follia. Nel film, la pazzia è vista come un "non luogo", come un qualcosa che il protagonista ha dentro di sé e vuole portar fuori, quasi a voler dire che in fondo una certa dose di pazzia è insita in ogni uomo, anche in chi non viene ricoverato in manicomio.

Emerge quindi una visione relativista del concetto di follia, tanto che durante il film può nascere il dubbio se nel manicomio i veri malati siano proprio i pazienti, e non gli infermieri e i medici che li curano e che hanno anche loro i propri problemi psicologici, più o meno visibili. Si crea quindi un contesto in cui l'idea di normalità perde notevolmente significato.


Il titolo

Il titolo è altamente simbolico, ma la traduzione italiana limita la comprensione effettiva del suo significato. Letteralmente riprende il verso di una filastrocca: One flew east, one flew west, one flew over the cuckoo's nest ("Uno volò ad est, uno volò ad ovest, uno volò sul nido del cuculo"). Il termine inglese "cuckoo" indica propriamente il cuculo, ma in senso traslato significa anche "pazzo" e quindi il titolo potrebbe essere tradotto con "qualcuno diventò pazzo". Il cuculo non costruisce un proprio nido ed è solito deporre le sue uova in quelli altrui. I piccoli di cuculo, una volta venuti al mondo, spingono fuori dal nido i figli degli uccelli che lo hanno costruito. Questa prole adottiva viene poi nutrita dai nuovi genitori che, guidati dall'istinto, continuano ad accudire i nuovi nati come se fossero i loro. Per metafora, il nido è il manicomio e il cuculo è l'infermiera capo, che con il suo staff si insinua nelle loro menti e se ne impossessa, di fatto distruggendone ogni potenzialità. Quel "qualcuno" del titolo che "volò" sul nido del cuculo è proprio Randle Patrick McMurphy (interpretato magistralmente da Jack Nicholson), che smaschera il carattere repressivo e carcerario dell'istituzione.

lista di attori presenti nel film:

Jack Nicholson: Randle Patrick McMurphy
Louise Fletcher: Infermiera Mildred Ratched
William Redfield: Harding
Michael Berryman: Ellis
Peter Brocco: Colonello Matterson
Dean R. Brooks: Dr. John Spivey
Alonzo Brown: Miller
Scatman Crothers: Turkle
Mwako Cumbuka: Attendant Warren
Danny DeVito: Martini
William Duell: Jim Sefelt
Josip Elic: Bancini
Lan Fendors: Infermiera Itsu
Nathan George: Attendant Washington
Ken Kenny: Beans Garfield
Mel Lambert: Harbormaster
Sydney Lassick: Charlie Cheswick
Kay Lee: Infermiera notturna
Christopher Lloyd: Taber
Dwight Marfield: Ellsworth
Ted Markland: Hap Arlich
Louisa Moritz: Rose
Philip Roth: Woolsey
Will Sampson: Chief Bromden
Mimi Sarkisian: Infermiera Pilbow
Vincent Schiavelli: Frederickson
Mews Small: Candy
Delos V. Smith Jr.: Scanlon
Tin Welch: Ruckley
Brad Dourif: Billy Bibbit









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